XIII. DANAE


Critici e storici dell’arte concordano nel ritenere Artemisia un’artista ricettiva capace di lasciarsi permeare e nutrire da influenze diverse. Il suo costante viaggiare la espose ad innumerevoli connessioni ed incontri e gusti diversi. Questo e una natura particolare condusse ad una produzione molto diversificata quanto a stile.


Le ossessioni di Artemisia – tradotte in un immaginario abbagliante e sensuale – divennero presto una formula di successo che le diede pieno controllo su clienti e committenti. Nelle sue lettere Artemisia rivela di essere tanto una donna d’affari quanto un’artista appassionata, interessata a dominare il commercio della propria arte quanto la propria arte stessa. Diresse personalmente la propria carriera conquistando commissioni importanti e remunerative.


Amò appassionatamente uno dei suoi protettori. Lo scambio epistolare, recentemente pubblicato, svela come esistesse tra i due una relazione tempestosa. In una lettera lei rimprovera al suo amante di fare, in privato, un uso improprio dei suoi dipinti, palesando, se ce ne fosse ancora bisogno, il potere sensuale dei simulacri: immagini come seducenti e feconde gocce d’oro.

 

 

Dario CASTELLO (1590 – 1658)
Sonata X (Sonate concertate in stil moderno, Libro II, Venezia, Bartolomeo Magni, 1644)

 

 

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